martedì 20 gennaio 2015

La potatura della vigna

La vigna è una liana con vegetazione importante ed appartiene alla famiglia Ampelidee, genere Vitis. Lasciata allo stato selvatico, si sviluppa rapidamente ed i germogli, in alcune varietà, possono raggiungere anche 100 m
E’ una pianta rampicante per natura ma che si arrampica fino a quando non trova un ancoraggio. Se non potata si trasforma rapidamente in un cespuglio irregolare, con vegetazione disordinata,  produzione molto irregolare e produrrebbe solo piccoli frutti di qualità modesta.

La potatura, al contrario, la mantiene in una forma adeguata che facilita i lavori al terreno assicurando alla pianta una certa longevità.
Scopo della potatura è anche di regolarizzare la fruttificazione, di assicurare ai frutti uno sviluppo  normale e di  buona qualità, di fornire alla pianta una forma e dimensioni proporzionate al suo vigore ed al clima specifico nel quale si trova.

L’uomo ha praticato la propagazione della vite per via vegetativa semplice, poi più tardi, ha iniziato la selezione  delle gemme,  il miglioramento dei primi vitigni attraverso i semi e gli incroci e quindi ha applicato l’innesto, tutte operazioni che aumentano la fertilità.

Quest’ultima tecnica, ha preso grande sviluppo a seguito dell’invasione fillosserica.
Importanti ricerche si stanno realizzando nel campo del miglioramento genetico, ricerche che hanno come scopo di aggiungere ancora a tutte le qualità delle nostre varietà europee  una più grande resistenza tolleranza verso alcune patologie. 

Principi teorici


Per meglio comprendere la potatura della vigna, è indispensabile conoscere alcuni principi elementari ben stabiliti :


  • All’opposto degli alberi fruttiferi la vigna è una pianta che non cicatrizza le ferite!!
Si conosce, in effetti, che gli alberi da frutto ricoprono le loro ferite attraverso la formazione di tessuti cicatriziali. La vigna, al contrario, non gode di questa capacità. Quando la si pota, bisogna quindi ricordarsi che ogni colpo di forbice crea una ferita che non si chiuderà mai. Sovente succede che la ferita si ingrandisce provocando morte di tessuti ( carie dei tessuti legnosi ) i quali a secondo della gravità possono variamente ostacolare la circolazione della linfa.

  
Esempio : quando due necrosi posizionate su due lati opposti si incontrano, ne deriva un arresto totale della circolazione della linfa provocando inevitabilmente la morte della zona interessata o addirittura quella del ceppo, se è stato  ferito ( fig.1 ) .

fig. 1

I germogli erbacei che si asportano durante le potature verdi non provocano le stesse ferite e non formano necrosi , perché non ancora lignificati .
Tutte le lesioni, ferite di potatura e necrosi successive, strangolamenti, torsioni subite dal ceppo o dai germogli limitano la crescita. Per eseguire una buona potatura, bisogna impegnarsi e non creare alcuni dei guai appena descritti.
   

  • La vegetazione della vigna è in rapporto diretto con la forza della linfa ascendente.
Più la pianta è verticale, più la forza vegetativa è grande. Un tralcio verticale darà origine a dei germogli più vigorosi rispetto ad essere posizionato diversamente, e lo sviluppo sarà maggiore alle estremità. Invece, se il tralcio è mantenuto orizzontale, la sua attività vegetativa è più contenuta e sarà minima se si fa una. curva fino a portarla in posizione discendente.


fig.2

Occorre quindi riferirsi ad alcune regole che si espongono per la formazione dei ceppi  della maggior parte dei vitigni : dare al ceppo una testa con arrivo diretto e rapido della linfa, formare dei laterali ( braccia o corni) che serviranno da moderatori della linfa e da regolatori della vegetazione e produzione. Il fusto cresce in altezza ed è opportuno, soprattutto nella potatura con rinnovo del capo a frutto, prevedere e preparare rinnovi sotto le ferite ed in maniera dinamica: certi anni si sale ed altri si ridiscende allo scopo di contenere il fusto entro altezze accettabili.


  • Le gemme più fertili si trovano sul legno dell’anno inserito su quello di due anni.
Questo spiega perché i germogli che provengono dal legno vecchio sono generalmente non fertili, almeno al primo anno.
Su alcuni vitigni, possono dare frutto, ma si considera in generale come inutili, motivo per il quale si tende ad eliminarli.
Invece, i tralci che deriveranno l’anno successivo da essi, se conservati, saranno fertili.
La potatura del tralcio che deriva dal legno di due anni è dunque con la più alta fertilità ma allunga il capo a frutto e quindi il percorso della linfa. Tra questi due sistemi occorre quindi scegliere la via di mezzo che regola una potatura normale. Quello che i viticoltori chiamano potare sul legno giovane o potare sul vecchio.


  • Le gemme sono tanto più fertili quanto più sono distali dalla base del tralcio e questo in generale fino ai due terzi del tralcio, dopo il potenziale di fertilità si riduce.

La potatura lunga porta più frutto, ma esaurisce rapidamente la pianta.
La potatura corta può essere un potatura a legno nelle vigne molto vigorose, ma, come regola generale, riduce la produzione a vantaggio della longevità; rappresenta la potatura normale delle nostre vigne di collina.
La vegetazione di un ceppo è proporzionale alla sua età che si riconosce dalla lunghezza e diametro dei sarmenti e dallo sviluppo vegetativo della pianta.

La potatura si deve adeguare alla vigoria trovata.
La fertilità è in generale inversamente proporzionale al vigore della pianta . Una pianta debole porta sovente molta uva ma che ha difficoltà a maturare , mentre una pianta troppo vigorosa non produce quasi niente .Le piante vigorose, ma dove i tralci si sviluppano in modo moderato, sono quelli che danno il massimo rendimento.

La potatura, già si è detto, permette di regolare la vigoria e di ottenere una produzione relativamente  più regolare.


fig. 3: esempio di potatura di recupero

La vigoria dei sarmenti è proporzionata al loro numero. Più ci sono branche, punti gemma e carica gemmaria, più lo sviluppo si indebolisce.
Attraverso la potatura e scacchiatura, bisogna contenere la carica gemmaria per ottenere una pianta in equilibrio con la vigoria. Se si vuole rinforzare una pianta debole, si diminuisce la carica gemmaria  e si realizzano speroni corti.
Se al contrario si cerca di contenere la vegetazione di un ceppo vigoroso, gli si lascerà carica gemmaria più grande e si poterà tardi.

Regole di esecuzione

La potatura deve essere eseguita su tralci ben agostati (maturi). Il legno che è gelato, bianco e secco è da escludere: si sceglierà nel possibile come rinnovo il legno dell’anno inserito su quello di due anni. Si cercherà, attraverso la potatura e la scacchiatura, a non allungare inutilmente la pianta, a evitare angoli chiusi e a lasciare sempre un lato, dove di preferenza, nella parte inferiore del tronco, senza cicatrici , in modo che la circolazione della linfa possa svolgersi normalmente.
Inoltre non bisogna fare tagli opposti ; le zone secche contrastano il percorso della linfa e la parte della pianta tende a seccare.
Bisogna evitare delle ferite importanti (grandi) eseguendo il taglio perpendicolare al sarmento e non oblique .


fig.4: sezione di tronco di vite vecchia

Si raccomanda di utilizzare una forbice ben tagliente, affinchè il taglio sia netto, senza sbavature e che il tralcio scelto non sia schiacciato. Inoltre, le grandi cicatrici essendo molto deleterie, bisogna evitare di potare troppo a raso sulla parte di rinnovo , cosi come i vecchi punti gemma dell’anno precedente

Per la potatura della gemma a frutto, tagliare a circa 2 centimetri sopra la gemma stessa. Nelle vigne giovani a vegetazione debole e nelle quali gli internodi sono vicini, si può tagliare in corrispondenza dell’occhio superiore.
Se il taglio è eseguito troppo vicino alla gemma, può succedere che la gemma, nel suo sviluppo, non sia resistente all’azione del vento : si rompe più facilmente.
Il  legno del tralcio di rinnovo si può asciugare e fendere sotto l’azione del sole , e questo impedisce il germogliamento del la gemma troppo vicina al taglio.

Bisogna che la vigna sia bene per resistere alle ferite prodotte dalle forbici durante le diverse potature. Ma se le potature empiriche che esercitano certi viticoltori non fan morire subito la pianta, esse accorciano considerevolmente la sua durata  anche a svantaggio della quantità e qualità delle produzioni.

Quindi non è mai abbastanza insistere sulla necessità di praticare il massimo delle cure
attraverso una potatura ragionata giacchè una vigna potata correttamente produrrà e durerà molto più a lungo nel tempo che non una vigna potata meccanicamente o senza discernimento. 


fig. 5: recupero della pianta sotto le ferite

2 commenti:

  1. Bella spiegazione... Bravo Lorenzo una bella rinfrescata su come potavano i nostri nonni...

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    1. Ciao Roberto,
      grazie per condividere ...buon lavoro a te.

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