martedì 13 ottobre 2015

Appunti sui VINI NATURALI : riflessioni e considerazioni (parte seconda) _ la vendemmia

La raccolta dell’uva si chiama vendemmia, dal latino VINDIMIA. Per nessun altro prodotto della terra viene utilizzato lo stesso nome. La vendemmia ha anche il significato di prosperità, beneficio, profitto: talvolta basta pronunciarne il nome ed il sorriso compare. Se poi osserviamo nei secoli quanto è riportato in letteratura, rappresentato nella pittura o riprodotto nell’arte, dobbiamo concludere che effettivamente si tratta di un avvenimento anche un poco ‘magico’.

La vendemmia conclude un ciclo di speranze, racchiude delusioni e promesse, mostra la nostra incapacità di scoprire completamente i suoi segreti, insegna soprattutto la pazienza. In più, nella produzione di vino naturale, la vendemmia è inesorabile: dopo di essa tutto è nelle mani dei processi naturali (lieviti, batteri, reazioni biochimiche), con l’assistenza intelligente della professione.

                 vigna vendemmiata                                  


Ero proprio piccolo, 4-6 anni, ma ricordo bene quante volte in casa si parlava delle vendemmie e si ricordavano soprattutto quelle difficili, quasi disperate, quando la pioggia negava ogni movimento. 

Gli uomini uscivano a vendemmiare con il pesante sacco di canapa sulla testa e riparo della schiena (lo stesso che portavano quando, durante il temporale, andavano muniti di zappa per verificare il percorso dell’acqua e correggere i passaggi non voluti). Si vendemmiava ammutoliti e pazienti per un momento di tregua della pioggia: ogni tanto, si rientrava in casa per una sosta davanti al camino sempre acceso.. e intanto la nebbia consumava la buccia dell’uva e le nostre speranze. Sono immagini ancora vive che mi hanno aiutato a crescere e capire che la pazienza e la tenacia sono una necessità per la vita. 

Poiché queste situazioni si verificano con una certa frequenza in relazione agli ambienti, si spiega così, per la vigna, la scelta di territori specifici dove coltivare e quali vitigni, compresa una loro associazione nell’ambito di spazi pur limitati, la dimensione del vigneto… tutto questo prima che diventassero disponibili altri mezzi (meccanizzazione specializzata, agro farmaci più efficaci, fertilizzanti di sintesi, irrigazione).

La vendemmia è un’attività professionale dalla quale possono derivare i risultati più diversi; per questo bisogna preparare bene la vigna per anni, un lavoro fondamentale per superare eventi difficili e, normalmente, può essere realizzata al meglio solo su superfici limitate. Il momento in cui si implementa è di un’importanza critica. Ma non basta, occorre istruire i vendemmiatori, vendemmiare con loro e capire le loro difficoltà, incomprensioni, dubbi; ma soprattutto spiegare cosa si vuole con gli esempi pratici e ricontrollare. Questa è la premessa obbligatoria per parlare poi dei vini naturali. Da non sottovalutare che tali rigorose scelte, comportano una sicura riduzione delle rese, una non garanzia di regolarità produttiva e qualitativa negli anni nonché la certezza di qualche annata ‘persa’. Ma anche la potenzialità di annate veramente strepitose.


 Grappolo di Barbera... pronto                                                      A lezione di vendemmia 

Nei miei ricordi, l’annata 1977, segna una grossa ‘frattura’ tra la vendemmia e la raccolta dell’uva, soprattutto nel caso del vitigno Moscato bianco in Piemonte. Climaticamente fu un anno senza sole ed incessanti piogge, insomma una vera sconfitta per l’uva. Per me fu la prima occasione di verificare come la vendemmia stava diventando un’operazione di ‘raccolta’ totale, tanto ci avrebbero pensato in cantina. Poi il settore vino proseguì su tre direzioni: chi si indirizzò sempre più a perfezionare la scelta vendemmiale, chi si affidò alla raccolta meccanica, chi proseguì una raccolta quasi indifferenziata.
Il mondo del vino conosce perfettamente le difficoltà della vendemmia e pertanto si è attrezzato per superarle (legislazione, lavorazioni su mosti e vini, additivi..) poiché non vuole correre alcun rischio e conseguire costanza e regolarità produttiva: la strada maestra per previsioni economiche più affidabili. Tutele di cui il vino naturale non si avvale.
Non è da tutti la capacità di fare entrare in cantina l’uva giusta per la produzione del vino naturale; le peculiarità e le difficoltà di ottenimento dell’uva atta ad evolversi nel vino naturale rendono quindi quest’ultimo un prodotto raro e prezioso.
 Colori imperdibili del Procanico

1 commento:

  1. Grande Lorenzo, i tuoi racconti sono espressi con tanta passione, così come si trovano nel vino. Un abbraccio Eliana

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